Hai acquistato uno smartphone Android perché credevi avesse una autonomia migliore di quella di un iPhone? Niente paura, in questo articolo ti aiuterò a capire quali possono essere le motivazioni che portano il tuo smartphone Android a scaricarsi velocemente.

Fattore 1: Chi produce lo Smartphone

Il consumo in Stand-by varia da uno smartphone all’altro a seconda del produttore

Purtroppo (o per fortuna, dipende dalla prospettiva da cui si affronta questa diversità) rispetto al mondo Apple gli smartphone Android sono molti di più, possono essere di diverse fasce di prezzo e possono essere lanciati sul mercato da produttori diversi.

Se fino a qualche anno fa la competizione si limitava ad un Apple vs Samsung, oggi in questo mercato si è aggiunta in pianta stabile anche la Cina con diversi produttori di cui sicuramente avrai sentito parlare. Oltre alle famose Huawei e Xiaomi, negli ultimi anni si sta facendo strada anche BBK, ossia l’azienda che produce smartphone con i brand Realme, Oppo, Vivo e OnePlus. E anche se ormai non sono più sulla cresta dell’onda non dimentichiamoci di HMD Global, che produce smartphone a marchio Nokia, Sony, Asus e LG.

Tanti, tantissimi smartphone che utilizzano spesso la stessa versione dello stesso sistema operativo ma che in realtà si comportano in modo diverso.

Questo è un problema dovuto alla personalizzazione dell’interfaccia che Google consente di applicare ai vari produttori. Purtroppo però in questo caso anche la gestione delle risorse in background così come quella della memoria RAM e delle ottimizzazioni per il risparmio energetico viene personalizzata.

Ecco perché alcuni smartphone con Android stock (ossia nudo e crudo così come lo ha pensato Google) non consumano nulla in standby mentre altri hanno un consumo abbastanza uniforme nel corso della giornata. In linea generale smartphone come Google Pixel 3/3a o 4, e smartphone Android One come tutti i Nokia, hanno un’ottima gestione energetica al contrario di smartphone come i vari Samsung dove l’autonomia rischia sempre di non essere sufficiente.

Fattore 2: Tipologia Display

Display Full HD o QHD? A 60 Hz o a 90 Hz? Amoled o IPS? Tutte queste variabili incidono in modo diverso sul consumo della batteria dello smartphone.

Un’altra differenza importante che può incidere notevolmente sull’autonomia degli smartphone Android riguarda il display. Mentre nel caso di Apple fondamentalmente possiamo scegliere tra il display IPS di iPhone 11 e iPhone XR e i display AMOLED di tutti gli altri, in ambito Android la situazione diventa molto più complessa.

Uno schermo a risoluzione Full HD consuma molto meno rispetto ad un display QHD. Ovviamente la differenza tra le due risoluzioni è quasi nulla in uno smartphone da 6 pollici o meno e questo sta spingendo molti produttori ad abbandonare i pannelli QHD (resiste solo Samsung e qualche smartphone di fascia premium) per favorire una maggiore autonomia.

Al tempo stesso la moda del momento è quella di aumentare il refresh rate del display da 60 Hz a 90 Hz (nel 2020 probabilmente alcuni top di gamma si spingeranno anche a 120 Hz). Questo comporta degli innegabili benefici durante alcune sessioni di giochi e nella fluidità generale, ma fa aumentare nettamente i consumi. Fortunatamente molti smartphone permettono all’utente di scegliere se e quando utilizzare questa soluzione.

Ad oggi non è poi andato ancora a buon fine il passaggio epocale dagli schermi IPS agli AMOLED. Questo è dovuto al fatto che gli schermi OLED costano ancora molto di più rispetto agli IPS e quindi si trovano solo su smartphone di fascia di prezzo superiore ai 250 euro.

Purtroppo questo rende vano tutto il lavoro fatto da Google per portare il tema scuro su Android 10.

Questa modalità, infatti, consente di risparmiare molta batteria, ma solo su smartphone con display AMOLED a causa della tecnologia che spegne i pixel dello schermo quando deve riprodurre il colore nero. Per cui su uno smartphone con display IPS non servirà a nulla attivare il tema scuro.

Fattore 3: La Batteria

Batteria da 3000 mAh, 4000 mAh o 5000 mAh?

Il mondo degli smartphone Android offre diverse soluzioni per i suoi utenti: non è difficile trovare smartphone con batterie molto generose, anche da 4000 mAh e 5000 mAh.

Apprezzabile il fatto che nel 2020 molti produttori si siano decisi ad aumentare le dimensioni delle batterie anche sugli smartphone top di gamma. Tuttavia, le batterie più grandi inserite in smartphone con scocca in vetro o alluminio (e non più
policarbonato) hanno il rovescio della medaglia del peso generale dello smartphone.

Sei disposto ad avere uno smartphone che pesa più di 200 grammi e che ti garantisce 2 o 3 giorni di utilizzo da una ricarica all’altra o preferisci uno smartphone più leggero da ricaricare una volta al giorno? La mia risposta è SI!

Fattore 4: Alcune funzioni tipiche di Android consumano tantissima batteria

I Google Play Services (che non possono essere disattivati) consumano occasionalmente molta batteria. La funzionalità Always On Display riduce di tantissimo l’autonomia media dello smartphone.

La funzionalità Ambient Display consuma tantissimo su smartphone con display IPS. La ricerca costante della posizione GPS è una delle possibili cause del consumo anomalo della batteria. Oltre a queste possono esserci tante altre funzionalità software legate ai produttori come le Air Gestures o la funzione che tiene lo smartphone sempre attivo quando riconosce il volto. Questi sono alcuni degli elementi che potrebbero incidere notevolmente sul consumo della batteria, per cui ricordati di disattivare tutto quello che non ti serve o che non utilizzi spesso.

Consigli per far durare di più la batteria del tuo smartphone Android

1. Sfrutta la Batteria Adattiva di Android 9.0 (Pie e successivi)

Con il rilascio di Android 9.0 Pie, Google ha rilasciato su molti dispositivi una gestione automatica delle risorse per ottimizzare il consumo generale. Questa funzione memorizza l’utilizzo medio che fai del tuo smartphone e va a limitare il consumo da parte di app che non utilizzi spesso, principalmente limitandone l’accesso ai dati in background.

Questo sistema potrebbe farti perdere qualche notifica in tempo reale all’inizio, ma con il tempo, questa funzionalità  sarà una tua preziosa alleata contro la scarica veloce del tuo dispositivo Android.

2. Occhio alle impostazioni del display

La maggior parte degli smartphone Android ha una gestione della luminosità automatica molto orientata al risparmio energetico. Sfruttala. Potrai sempre alzarla manualmente in caso di necessità.

Occhio anche al timer per lo spegnimento automatico del display. Il sistema Android ti permette anche di sfruttare le opzioni “10 minuti” e “30 minuti”. Ebbene, sarebbe opportuno sfruttare quelle con 30 secondi, 1 o 2 minuti al massimo.

In questo modo qualora dovessi dimenticarti di spegnere lo schermo dopo aver controllato al volo le notifiche e l’orario non perderai un buon 10% della batteria per nulla.

3. Sfrutta il risparmio energetico

Come gli smartphone Apple, anche i dispositivi Android hanno un loro sistema di risparmio energetico. Qui vale lo stesso discorso che abbiamo fatto prima per quanto riguarda il consumo in standby, ossia: ogni produttore ha le sue ottimizzazioni per il risparmio energetico. Quello predefinito di Android è poco aggressivo perché va ad eliminare le animazioni di sistema, a ridurre le prestazioni ed eventualmente anche a limitare l’accesso ai dati alle app in background. Ma ce ne sono alcuni più elaborati come quello di Samsung o quello di Sony che permettono di scegliere quali limitazioni apportare.

Ebbene, non lasciare che l’opzione di risparmio energetico si imposti in automatico quando forse è già troppo tardi. Attivala tu manualmente quando le condizioni te lo permettono durante la giornata.

Un Power Bank a portata di mano è sempre meglio averlo

L’ultimo suggerimento che mi sento di darti è quello di acquistare un powerbank. Non è necessario prenderne uno enorme da 20.000 o 30.000 mAh, anzi. Il mio consiglio è quello di optare per uno più piccolo, magari sui 5000 mAh da portarti dietro in modo agevole.

Ti permetteranno di non rimanere a secco qualora la tua giornata dovesse essere più impegnativa del solito. Qui ho recensito i migliori Power Bank in commercio del momento, se te ne serve uno scopri quali sono i migliori e affidabili.

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